Domenica 22 Febbraio – ore 16.30 e 18.00
Piccolo Teatro Patafisico
Il mio Pinocchio
liberamente tratto da Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
di e con Giacomo Guarneri
co-regia Marcella Vaccarino
scene Giacomo Guarneri
di e con Giacomo Guarneri
co-regia Marcella Vaccarino
scene Giacomo Guarneri
Nella casa c’era una finestra, ma chissà perché, era murata. Il fuoco non mancava, anche se era dipinto su una parete, come il camino.
Nella casa c’era un tavolo da pranzo con pure gli attrezzi del mestiere e tanta segatura che faceva montagne alte da seppellire piatti e stoviglie. Accanto al letto ci stava pure la cucina.
Grande non era, questa casa, ma piccola nemmeno. Era casa e insieme era pure bottega. Ci viveva da solo un falegname: ogni amico che entrava lui gli faceva il ritratto e lo incorniciava. Perché questo falegname gli prudevano le mani, fermo non ci sapeva stare. Ogni mattina apriva la porta, aspettava l’alba e subito si metteva a lavorare… Se Geppetto è l’artefice per antonomasia, la sua creatura è vita allo stato puro, ansia di conoscere, fare, sperimentare, movimento incontenibile, difficile da annichilire a un banco di scuola o dentro
un vestito pulito, perché Pinocchio , nel bene e nel male, è il principe della disobbedienza.
Provare, sbagliare, andare a zonzo, rubare, farsi abbindolare, perfino tradire rientra nel suo diritto di fare esperienza. E alla fine potrà pure conservarsi il suo corpicino di legno: Pinocchio bambino vero lo è già, non ha bisogno di diventare un bambino in carne e
ossa come tutti gli altri. Piuttosto coltivare amicizie, compagni di strada. Piuttosto suo padre gli fa un fratello, perché non sia mai solo nella vita.
A proposito: nella casa c’era una stanza per gli amici. In qualche modo Geppetto ce l’aveva ricavata. Piena di risate, ché quando finisce la storia ci ritroviamo una festa. Con la Bella Bambina, Lucignolo, il Grillo, la Colomba Bianca, Mangiafuoco e perfino il Gatto e la Volpe. Si festeggia la vita, a casa di Pinocchio. Quella casa c’era e ancora c’è! A conclusione del racconto infatti, genitori e bambini saranno invitati a salire sul palco per visitarla, vedere da vicino e toccare con mano tutto ciò che ci si trova: ceppi di legno, attrezzi, pigne, pinoli, conchiglie, lische e altri cimeli provenienti dalla pancia del Pesce Cane, i vecchi piedi abbrustoliti di quando Pinocchio se li era dimenticati sul braciere, il busto del fratellino che Geppetto ancora non ha finito di costruire e poi disegni, scritture, oggetti di carta realizzati dal padre e dal figlio: tutte cose che ci fanno ricordare quanto vero sia il nostro
Pinocchio, vero come solo certi personaggi della letteratura sanno
essere.
Per un pubblico a partire dai 4 anni
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