“GIÙ DALLA TORRE” Quintoequilibrio | #PATAPÙM – #MINIMOTEATROFESTIVAL2021

GIÙ DALLA TORRE
per #PATAPÙM – #MINIMOTEATROFESTIVAL2021 (da venerdì 10 a domenica 12 settembre)

spettacolo teatrale per famiglie e bambini dai 4 anni
tratto dalla fiaba Raperonzolo dei fratelli Grimm
di e con Marcella Vaccarino, Stefania Ventura e Gisella Vitrano
produzione Quintoequilibrio

“Raperonzolo, rapina, cala giù la tua codina.”

Questa è la frase che mi sono sentita ripetere più volte nella vita e, adesso che non sono più bambina, vi racconterò che fine ha fatto la mia codina…
Raperonzolo è diventata grande ed è qui per raccontarvi la sua incredibile avventura, partita dalla maledizione di una potente maga, proseguita con anni di reclusione in una torre, e terminata con una liberazione, grazie al coraggio, alla fiducia e all’amore, che hanno tenuto acceso in lei il desiderio di scoprire il mondo.

Tre attrici in scena daranno vita alla storia.
Vedrete sin dall’inizio Raperonzolo raccontare la sua vita passata ed entrare nel vivo della sua stessa storia, man mano che lil racconto prosegue.
Le altre due attrici giocheranno invece ad incarnare gli altri personaggi della storia: padre e madre, maga e principe, attraverso cambi di ruolo scelti in quanto complementari nello svolgimento della fiaba.
L’attrice che riveste il ruolo della madre, donna che desidera ardentemente, disposta a pagare un prezzo altissimo per le sue scelte, successivamente vestirà i panni della matrigna Maga Gothel, come a sottolineare che le luci e le ombre possono abitare contemporaneamente nel cuore di ogni essere umano che attraversi un momento di profonda trasformazione, quale può essere la maternità.
L’attrice che riveste inizialmente il ruolo del padre, figura tanto pavida quanto coraggiosa nel momento in cui osa spingersi oltre i suoi limiti (il suo giardino) per amore di un’altra persona, si trasformerà nel Principe: figura avventurosa, desiderosa di mondo, che instillerà in Raperonzolo il coraggio di scendere giù dalla sua torre, di liberarsi, di varcare i suoi confini.
Pochi elementi scenografici, scelti per rappresentare gli oggetti simbolici che accompagnano il racconto:
-una scala rossa diventa la Torre che, pur continuando ad avere i pioli per salire e scendere, sembrerà una reale prigione per Raperonzolo, fino a quando non troverà il coraggio di scendere.
-una treccia lunga lunga, a mostrare i molti anni che Raperonzolo passa dentro la sua Torre.
-tanti fiori di raperonzolo, oggetto del desiderio per tutti i personaggi della storia. I fiori rappresentano Raperonzolo bambina, la sua freschezza, giovinezza, la bellezza effimera che non si può congelare nel tempo, ma che nel contempo senza sosta si rinnova e si trasforma.
Un testo essenziale, con parole scelte per far risuonare immagini vivide nella mente di chi le ascolta, parole che hanno il potere di risvegliare in ognuno una conoscenza antica delle proprie emozioni, radicata sin dalle origini nell’essere umano.
Una buona dose di leggerezza e di ironia incorniceranno il racconto, soprattutto durante i suoi passaggi più tragici, come a creare uno squarcio di luce che aiuti a leggerne il senso.
La drammaturgia di Giù dalla Torre è dunque un lavoro di recupero della fiaba classica nella sua originaria funzione pedagogica e di iniziazione alla vita. Questo recupero comprende anche i suoi aspetti più oscuri e di difficoltà, senza censurarli o edulcorarli. Una fiaba che parla di desiderio, di paura di spingersi oltre, del prezzo da pagare per la propria libertà. Una fiaba senza tempo che, attraverso la rappresentazione teatrale, diventa più reale della realtà.
Attraverso il racconto di questa storia fantastica e apparentemente lontana, viene data allo spettatore la possibilità di esperire che la paura si può attraversare anche nel mondo reale, che la propria libertà vale più di ogni altra cosa al mondo, che si può essere fragili e coraggiosi allo stesso tempo e che, grazie a sentimenti come l’amicizia e l’amore, si possono rompere anche le gabbie più solide.

Io credo questo: le fiabe sono vere, sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna. (Italo Calvino)

“GIÙ DALLA TORRE” Quintoequilibrio | #PATAPÙM – #MINIMOTEATROFESTIVAL2021
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